Angelo Aligia
Il canto delle pietre silenziose
L’opera
Il percorso artistico di Aligia
nasce dalla materia scultorea. Dal legno al metallo alla pietra
lavorata, al cemento armato inseguendo una linea operativa che nel
corso degli anni invece che svilupparsi per accumulazione ed
elaborazione dell’azione scultorea conduce a un processo di
sottrazione.
Da una condizione di manipolatore
della materia l’artista assume il ruolo di osservatore della materia
nel suo contesto naturale. Non più il creatore plastico nel senso
tradizionale del termine ma costruttore/organizzatore del modulo
materico inerte così come la natura offre, per un maggior senso di
appartenenza alla realtà. Un immaginario dunque che non si risolve
unicamente nell’oggetto bensì nel rapporto tra segno e ambiente. In
ultima analisi una forma di scultura-architettura, nella quale la
pietra come elemento primario diviene modulo dell’archetipo.
Ecco quindi l’opera che scaturisce
dall’architettura divenendo essa stessa architettura. Ecco la
materia viva e dinamica della pietra a secco che si inoltra negli
elementi della geometria e ne assume la forma. Spazio preesistente e
azione scultorea si compenetrano e convivono in un disegno dinamico
e esteticamente forte tanto da cortocircuitare e dialogare al tempo
stesso.
L’autore
Nasce a Maierà (Cs) il 2 gennaio
1959.
Da sempre si dedica alla scultura, linguaggio in cui trasferisce
l’esigenza di un rapporto con un principio originale e
antropologico, come condizione autentica e vitale dell’essere umano
oltre le differenze individuali e storiche.
Oggi Aligia vive e lavora tra Roma e Diamante, luogo di separazione
e realizzazione delle sue sculture che dalle forme più costruite
degli anni Ottanta, strutturate secondo parametri stilistici che si
riallacciano ad alcune esperienze dell’avanguardia storica passano a
una composizione più libera. Aligia esprime in termini empirici e
reali che ristabilisce mediante l’uso di frammenti di rocce e pietre
di varia provenienza. Un contatto diretto con la natura in senso
ampio, carico di una profonda umanità.
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